I PAGGETTI


Quanto di seguito scritto vuol essere un tentativo di ricostruzione della storia dei Paggi ci scusiamo per eventuali inesattezze o incompletezze altresì estendiamo l’invito a chiunque conosca a fondo la storia o ne ha sentito narrare le gesta o ha delle vicende, aneddoti degni di nota di contattarci al fine di poter correggere o arricchire il presente documento.
Per rendere un po’ di storia il paggio era un giovinetto di nobile famiglia, che servendo a principi e a grandi cavalieri, apprendeva le discipline militari per essere quindi promosso a cariche per lo più militari. Caratterizzato da un tipico abbigliamento di velluto aderente e mantellina ha mantenuto la sua essenza rappresentativa e con questo spirito per magnificare la devozione al Santo Patrono Obizio viene costituito da Don Franco Betta il gruppo dei paggi in Niardo che affianca il corpo delle Guardie d’Onore diventandone un unico organismo nella funzione religiosa.
Tredici giovinetti suddivisi in fasce d’età costituiscono due gruppi uno di nove elementi vestiti di velluto colore nero ed un secondo gruppo di età maggiore di quattro elementi vestiti di velluto color porpora, con il loro copricapo in tinta adornato da una candida o rossa piuma di struzzo, il vestiario è abbellito da pizzi, colletto ricamato e guanti e calze bianchi, portando un mazzo di fiori hanno regalato emozioni ai giovani Niardesi che ne hanno vestito i panni sia ai partecipanti alla festa patronale che ne hanno ammirato la presenza.
I paggi o “paggetti” come vengono chiamati affettuosamente dalla comunità Niardese vengono “assoldati” poche settimane prima della festa , la scelta di convocazione spesso ricade sui giovinetti che hanno indossato l’anno precedente e chi per ragioni di età e grandezza di corporatura non possono indossare gli splendidi abiti cedono il testimone alle nuove “reclute”.
Non esiste un disciplinare per l’accesso al gruppo , basta dare la propria disponibilità, e sotto l’attenta e premurosa direzione di un responsabile che con il prezioso impegno che si tramanda le gesta dispone la vestizione presso la sacrestia istruendo i giovinetti alle regole di comportamento da tenere durante la funzione e processione oltre al comportamento che il gruppo deve tenere, seguiti durante questa parte da due ragazzi ex Paggetti che gli danno gli ordini, a tal proposito si ricordano Emma Bettineschi, Marco Pandocchi, Stefano Calzoni, Fabio Felappi.
I "paggetti" si calano nella parte eseguendo alla lettera quanto impartito dimostrando serietà e rispetto alla solennità a cui partecipano una volta terminata la festa gli abiti vengono sistemati e custoditi puliti nella sacrestia in una sala a loro appositamente riservata.
Sono piccoli ma sono il primo gruppo in divisa che precede i celebranti e l’urna aprono il corteo riservandogli un posto particolare. L'età varia dai 6 agli 11 anni per tradizione erano solo i bambini maschi a prendervi parte, ma con il tempo si è aperto la partecipazione anche alle bambine. (cosa che NON succederà mai nelle Guardie d'Onore!)
La storia dei paggi è legata alla costituzione delle Guardi d’Onore di Sant’Obizio, con il passare degli anni i "fratelli minori" delle Guardie è venuta meno la loro presenza nelle cerimonie del Santo patrono, solo con l’arrivo del reverendo Don Battista Barbieri nel 1969 ha ridato lustro alla tradizione richiamando la loro presenza e vegliando con dedizione le loro varie fasi di preparazione e partecipazione e soprattutto rifacendo il vestiario dei Paggi Neri.
Per diversi anni la madrina dei paggi è stata la defunta Emma Bettineschi che con severità e precisione ha guidato il gruppo, seguita poi dall’ingresso di Giovanna Bondioni fino al passaggio di testimone a Cinzia Mora che li ha "guidadi" fino al 2010, anno del trasferimento del nostro carissimo Don Fausto Murachelli.
All’arrivo di Don Angelo Corti la preparazione dei paggi ritorna a Giovanna Bondioni che attualmente li guida, a tutte comunque un ringraziamento per l’attività e dedizione dimostrata.
Nel 1992 dati i segni del tempo viene rifatto il vestiario dei Paggi Rossi, acquistato il velluto di cotone color porpora viene incaricata la Niardese Giovanna Betta (Nina) per il lavoro di sartoria avendo esperienza e capacità avendo confezionato anche quelli dei Paggi Neri nel 1969.
I paggi portano durante la cerimonia, dei fiori contenuti in un cono ornato, che per tradizione è il Lillà nelle varianti disponibili bianca, viola o rosa o altri fiori in mancanza di questi.
Un dettaglio dei fregi color oro dei Paggi Rossi, sono stati portati dall’India di ritorno da un viaggio da Marco Pandocchi figlio di Giovanna a cui aveva consegnato alcuni campioni per ricercarne anche in quella terra lontana al fine di realizzare la divisa.

ARTICOLO CURATO E SCRITTO DA IVAN MARKUS